Gli "Ospiti" della Sala Macchine


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Inverso

Ero in prestito ad una $piccola_societa` che doveva installare le LAN di un enorme numero di filiali di una $immensa_azienda_di_produzione_senza_alcun_legame_con_l_informatica.

In questa multinazionale, un colosso di una ventina di magazzini di produzione su tutto il territorio italiano, e solo una filiale della casa madre, fino a quel momento molti utenti utilizzavano terminali stupidi e nient'altro. La sfida, quindi, era spiegare l'uso del computer a quei personaggi, un po' sonnolenti e ormai vicino alla pensione, abituati da 20 anni alle stesse combinazioni di tasti e totalmente incoscienti dell'esistenza dei mouse.

Per fortuna ruotavamo in questo ingrato compito, preferendo piuttosto scaricare cassoni pieni di monitor.

I computer installati, sostanzialmente, richiedevano due operazioni per riportare gli utenti al loro famigliare ambiente monocromatico:

  1. loggarsi con la propria pwd,
  2. doppio clic su un'iconcina piazzata provvidenzialmente nel centro geometrico del monitor (eravamo troppo ottimisti allora per metterlo in esecuzione automatica, ora lo farei di corsa)

E sembra incredibile, ma il passo 1. era atrocemente complicato.

Questo microaneddoto (ma ce ne sarebbero altri) si riferisce ad un simpatico CL sessantenne. Non ricordo il nome, ma era qualcosa del tipo: sig. Pagnariniello. Insomma, un cognome lunghissimo e complicatissimo.

me: Per entrare lei deve digitare la propria password (ehm, parola chiave) qui, ecco, vede. Ora le sta chiedendo di inserirla per la prima volta, dovrebbe decidere una password e poi reinserirla per conferma.
CL: oh! vediamo... uhm...
me: Dovrebbe sceglierla non banale, in modo che nessun altro possa accedere ai suoi dati.
CL: Ah, allora ho un'idea!!! Scrivo il mio cognome al contrario! (lo dice con aria tronfia vantandosi molto della propria idea)
me: OK, va bene (tralasciando alcune osservazioni che mi erano sorte al momento).
CL: Vediamo.

Prendo un foglio Inizia a scrivere sul foglio il proprio cognome. Scrive l'ultima lettera, la "O". Poi ci pensa 5 secondi, e, sulla sinistra della "O" scrive "L". Altri 5 secondi, "L". Ancora, e scrive "E". Dopo un paio di minuti di agonia, termina. A quel punto il CL legge il foglietto, col proprio cognome scritto dritto e con la propria calligrafia, si guarda intorno un po' spaesato.

CL: Uhm. No, cosi` non serviva.

E ri-inizia l'agonia, scrivendo "O", poi "L", poi "L" (pensandolo, mica lo leggeva). Questa volta direttamente sul PC, nel campo della password. Due volte.

Sono stati 15 minuti interessanti, in definitiva, una sorta di pausa caffe`!

Beppi
14/07/2004 00:00

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