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Jeff Rubin: Petrolio e la fine della crescita economica mondiale

Quello che segue e' una traduzione dell'intervento tenuto da Jeff Rubin alla 9a conferenza internazionale dell'ASPO di Bruxelles. Il video sotto e' stato fatto da me, se di tanto in tanto l'inquadratura balla e' perche' qualcuno passava davanti o dietro di me ed urtava il cavalletto, chiedo venia. In fondo alla pagina trovate anche i link per downloadare il file (.mov = 120 Mb) o un .mp3 dello stesso.

Capire la natura di una malattia e', di solito, un primo passo essenziale per trovare una cura. Ed e' lo stesso in economia quando si confronta una recessione. Capire la vera causa della recessione e' essenziale perche' ci aiuta ad evitare di cadere dentro un'altra recessione e non e' mai stato piu' importante di adesso se consideriamo che il mondo sta ancora strisciando fuori dalla piu' profonda recessione del dopoguerra. Ovviamente cio' che nessuno da nessuna parte vuole vedere e' una ripetizione di quello che e' successo nel 2008, 2009.

Stranamente pero', nonostante la quantita' di articoli ed analisi che sono state scritte riguardo la precedente recessione, sembra proprio che ben poca gente abbia capito veramente cio' che e' successo. Se voi ascoltate la CNN, CNBC, WSJ e tutta quella gente a cui potreste dare retta per farvi una idea del mondo, l'ultima recessione e' stata definita come una crisi del mercato finanziario, le cui radici affondano nel fallito mercato dei mutui a basso costo.

In altre parole un mucchio di case invendute ed invendibili in posti come Cleveland, che in qualche maniera si sono trasformate nella piu' grande depressione mondiale mai vista fino ad oggi. Non sapevo che Cleveland fosse tanto grande.

Nessuno deve dirmi che effetto ha avuto il crash dei mercati finanziari sulle banche. Perche' pensate che io sia uno scrittore adesso? La banca per la quale lavoravo, per la quale ero capo economista e lo sono stato per 20 anni, si e' ritrovata a dover mettere in conto perdite un dieci miliardi di dollari in questi strani prodotti chiamati 'collateralized debit obligation'. Altre banche hanno accumulato anche di piu' in perdite. Almeno la banca per cui lavoravo io ha danneggiato solo investitori, non il pubblico in generale.

Quindi non c'e' dubbio che il mercato finanziario sia stato danneggiato dal fallimento del mercato immobiliare. Se vi state domandando perche' degli istituti finanziari si siano ritrovati ad avere tanti soldi investiti in cose senza valore e' presto detto: questa roba e' arrivata avvolta in bellissimi pacchetti, erano catalogati AAA dalle varie agenzie di verifica. Il che significa che le agenzie che dovrebbero verificare la bonta' di questa roba hanno assegnato a questi titoli la stessa possibilita' di fallimento che ha il Tesoro Americano. Quello che le banche si sono dimenticate e' chi paga le agenzie di verifica. Non sono pagate dagli investitori, sono pagate da chi emette i titoli. In economia e' un rischio morale, le banche lo chiamano "sfiga".

Di nuovo, non voglio negare l'importanza che il fallimento del mercato immobiliare abbia avuto. E' stato probabilmente il piu' grosso shock finanziario del dopoguerra. Ma forse, dico proprio forse, c'era qualche cosa d'altro in movimento, qualche cosa di piu' grosso e vitale per l'economia mondiale di un mucchio di case invendute in Cleveland. Qualche cosa come il costo del petrolio per esempio.

Mi par di ricordare che i prezzi del petrolio siano passati da 30$ al barile nel 2004 ad oltre 147$ al barile nel 2008, ed io vorrei avanzare la teoria che questo, e non il mercato immobiliare, sia stata la causa della recessione. Ed aggiustare quello e' una cosa completamente diversa dall'aggiustare il mercato immobiliare o regolamentare Wall Street.

Il fatto e' che se guardiamo all'economia negli ultimi 40 anni una cosa che salta subito all'occhio e' che forse gli economisti non considerano l'energia una parte importante della produzione, ma tutte le crisi economiche degli ultimi 40 anni hanno tracce di petrolio.

Il primo shock petrolifero del 1973 produsse quella che fu all'epoca una recessione devastante. Il secondo shock petrolifero, intendo la rivoluzione in Iran e la seguente guerra con l'Iraq, produsse non una ma due recessioni, l'infame 'double dip'. E nel 1991, quando Saddam Hussein invase il Quwait e ritirandosi lascio' meta' dei pozzi in fiamme ed il prezzo del petrolio balzo' all'inaudita cifra di 40$ al barile, tutto ad un tratto l'economia mondiale entro' di nuovo in recessione.

Bhe se noi guardiamo i prezzi del petrolio, anche se consideriamo il cosidetto "prezzo reale", cioe' aggiustato per inflazione, come noi economisti misuriamo le cose di solito, troviamo che l'incremento di prezzo prima dell'ultima recessione e' stato in percentuale di oltre il doppio rispetto alle precedenti 3 recessioni. E se i precedenti eventi hanno tutti provocato recessioni spaventose, perche' uno shock petrolifero che e' stato il doppio dei precedenti non dovrebbe essere indicato come la piu' probabile causa di questa recessione?

Come e' che i prezzi del petrolio causano recessioni? Perche' influenzano l'economia in vari modi. Il primo modo e', ovviamente, deprimendo le altre spese. Piu' spendiamo per far andare le nostre auto, il riscaldamento in casa, e cose cosi' e meno ci rimane da spendere per altre cose. Ed infatti, quando il prezzo della benzina negli USA raggiunse i 4$ al gallone durante il 'Memorial Weekend' che e' il picco del periodo feriale in USA, gli americani delle classi meno abbienti spendevano piu' soldi per riempire il serbatoio di quanto spendevano per riempire lo stomaco. Ed il che non puo' andare avanti molto a lungo, neanche per gli americani.

Ovviamente un petrolio a prezzo elevato trasferisce denaro dalle economie che consumano petrolio alle economie che producono petrolio, come quelle del medio oriente. E dato che quelle economie hanno tassi di risparmio del 40 o 50% il trasferimento non e' di certo neutrale per l'economia. I soldi escono e non rientrano piu' nell'economia da cui sono usciti.

Ma il modo in cui i prezzi incidono di piu' e' nel loro impatto sull'inflazione. Ogni shock petrolifero ha avuto una ricaduta inflattiva che ha portato ad un incremento dei tassi di interesse da parte delle autorita' monetarie ed al corrispondente blocco della crescita economica. Questo e' il modo in cui l'inflazione ammazza la crescita economica. E' successo nel 1973, e' successo nel '79 e nell'81 e di nuovo nel '91.

Che cosa e' successo all'inflazione prima dell'ultima recessione?

La ragione per cui esisteva un mercato dei prestiti a basso costo e che disoccupati senza nessun introito potevano permettersi di accendere un mutuo per comperare una casa e' che il credito era gratuito. A quel tempo la gente riceveva carte di credito per posta che nessuno aveva mai richiesto. Perche' il credito era gratuito nel 2003 e 2004? Perche' l'inflazione era stata spazzata via. Il tasso di inflazione era tra lo 0 e l'1% ed il rateo di interesse applicato dal Federal Reserve (il principale rateo applicato agli istituti finanziari) era anche lui l'1%.

Poi, improvvisamente, l'inflazione esplose. L'inflazione passo' dall'1% al 5.5% ed improvvisamente cosi' fece il tasso del Federal Reserve. Ed improvvisamente si verifico' un disastroso collasso dei mercati finanziari.

Ma cosa provoco' l'aumento dell'inflazione dall'1 a quasi il 6% tra il 2004 ed il 2007?

Se guardiamo i dati, risulta che tutta l'inflazione venne da solo due componenti dell'indice statistico dei prezzi al consumo, io uso l'indice americano, ma la cosa si applica all'indice di qualunque altro paese dell'OECD. I componenti erano l'energia ed il cibo.

Il tasso di inflazione energetico passo' dall'1% al 35%. Ed il tasso arrivo' al 35% perche' il prezzo del petrolio nello stesso periodo quadruplico'. Se il petrolio fosse rimasto a 30$ al barile, come tutti gli economisti ci assicuravano in quei giorni, l'inflazione non sarebbe mai arrivata al 5.5%, il tasso di interesse sarebbe rimasto all'1%, quella gente di Cleveland sarebbe ancora nelle loro case finanziate da mutui ad interesse zero ed io sarei ancora capo economista a CIBC. Ma non e' quello che e' successo.

Quindi, quello che si scopre e' che la vera causa della recessione non e' stato il fallimento dei mercati finanziari, ovviamente vi fu un enorme fallimento dei mercati finanziari. Cio' che causo' il fallimento dei mercati finanziari fu uno shock provocato dai tassi di interesse, le cui radici sono nell'inflazione energetica, esattamente come sono le cause di tutte le altre recessioni precedenti.

E dove ci lascia tutto questo? Come ho detto all'inizio, capire la vera causa di una recessione, punta a diverse cure.

Dove sono i prezzi dell'energia oggi? Sono gia' a livelli non troppo distanti da quelli che provocarono l'ultima recessione. E dove richiese 7 o 8 anni per i prezzi di petrolio e cibo per arrivare a questo livello questa volta ha richiesto solo un anno e mezzo. Il prezzo dei cibi, se guardiamo l'indice dei prezzo europeo sono gia' oltre il livello a cui erano alla fine del 2008. E cosi' come vi furono proteste e rivolte nel 2008 ci sono proteste e rivolte in alcune delle piu' grandi monarchie del pianeta: il medio oriente. Nel caso del petrolio, Brent e' gia' al di sopra dei 125$ al barile, ed io sostengo che e' Brent la misura mondiale e non WTI. Ma anche se vogliamo guardare tutti i barili che sono accatastate nelle sabbie di Alberta o Cushing in Ohklahoma e non possono andare da nessuna parte, anche WTI e' gia' tra i 110 ed i 112$ al barile.

Quindi che cosa ci dice tutto questo di questa ripresa economica?

Di certo ci dice che c'e' una bella differenza tra questa ripresa e quelle che abbiamo visto prima di ora. Perche' non molto e' cambiato tra il 2008 ed oggi per consentire alla nostra economia di funzionare con questi prezzi del petrolio. Una cosa che e' cambiata e' che ora i nostri governi sono sepolti sotto una montagna dai debiti.

Dalla Grecia al Portogallo alla Spagna e persino gli USA. Il nostro primo incontro con il petrolio ad oltre 100$ al barile ha lasciato i vari governi in braghe di tela. Perche' i governi hanno pensato, in errore, che il finanziare enormi deficit e stampare denaro fosse la migliore soluzione.

Nessun deficit e nessuna quantita' di quatrini che nessuna banca centrale puo' stampare costituisce un sostituto valido per petrolio a basso prezzo.

Quando il petrolio e' passato dai 20$ al barile a 147$ al barile e' cambiata la velocita' a cui le economie che consumano petrolio possono crescere. In particolare e' cambiata la velocita' dell'economia americana che si ingolfa con 20 milioni di barili al giorno. Ma gli americani non la vedono in questo modo, sono troppo occupati a negare l'evidenza.

Quindi che cosa fanno? Avviano le stamperie, stampano denaro e cercano una via di uscita spendendo denaro. Ed in effetti, spendere denaro produce un effetto a breve termine, ma il problema e' che spendere un sacco di soldi nel tentativo di supportare l'economia, fa' aumentare la sete di petrolio.

Il consumo di petrolio calo', per la prima volta dal 1983, durante la recessione e calera' di nuovo nella prossima recessione, ma se volete far crescere la vostra economia, dovrete bruciare petrolio. Basta guardare agli ultimi 2 anni: non appena l'economia ha cominciato a rimettersi in piedi il consumo di petrolio ha ripreso ad aumentare. Non solo e' ritornato ai livelli dove era prima ma e' cresciuto di un ulteriore 2.5%, 2 milioni di barili al giorno. I prezzi sono i messaggeri dell'economia ed a 125$ al barile quello che i prezzi stanno dicendo e' "non sappiamo da dove verra' il petrolio nel futuro".

Quindi la differenza oggi e' che non solo stiamo affrontando un limite nell'offerta del petrolio, non solo incontriamo prezzi elevati per la materia prima con cui far funzionare la nostra economia, ma siamo anche oberati dai debiti.

Parliamo un po' di questi debiti. Dato che siamo in Europa mi riferisco ovviamente a Grecia, Portogallo, Spagna ed altri che sicuramente si aggiungeranno alla lista.

La crescita economica e' la bacchetta magica su cui tutti contano, chi presta i soldi e chi li riceve. Perche' con il deficit con cui questi stati sono oberati, per esempio l'Irlanda che ha un deficit che e' il 33% del PIL, non c'e' modo che possano rimettere in sesto il loro budget solo operando su tasse e spese. Non stiamo tagliando rami secchi, stiamo tagliano gambe e braccia. Chiudendo ospedali, chiudendo scuole. Allo stesso tempo aumentando le tasse in un modo che e' garantito che uccidera' la domanda. Tutto questo perche' alcuni creditori possano essere pagati.

La Storia ci dice che ad un certo punto il costo sulla societa' diventera' cosi' alto che il governo non potra' piu' funzionare ed un nuovo governo probabilmente verra' nominato al suo posto. E questo nuovo governo semplicemente disconoscera' il debito.

Cosa sarebbe successo ai vecchi tempi se la Grecia avesse disconosciuto il suo debito? Non sarebbe la prima volta e non sara' l'ultima. Cio' che sarebbe successo e' che la banca centrale avrebbe svalutato la Dracma e che i Tedeschi, invece di inviare un grosso assegno alla Grecia, si sarebbero fatti un paio di settimane di ferie quasi gratis a Santorini. Ha praticamente lo stesso effetto: finanziare l'economia greca.

Il problema oggi e' che la Grecia non puo' svalutare la Dracma perche' non c'e' piu' una Dracma da svalutare. L'unica soluzione e' strizzare la propria economia finche' non hai una rivolta civile e tedeschi e francesi non votano la Grecia fuori dall'unione monetaria europea. Ed io sono sicuro che succedera' nel prossimo anno o anno e mezzo. Ma quando la Grecia viene sbattuta fuori dall'unione monetaria che succede al Portogallo? Il turismo e' l'industria numero uno anche nel Portogallo. Che succede quando una vacanza alle Azorre, pagata in Euro, deve competere con una vacanza a Santorini pagata in Dracme? La prossima cosa che leggi sui giornali e' che lo Scudo Portoghese e' di nuovo in circolazione ed il Portogallo anche lui e' di nuovo in circolazione. E vogliamo parlare del Belgio con un rapporto debito/pil oltre il 100%? Chi lo sa', magari il Franco Belga vedra' un nuovo giorno.

Ora parliamo un attimo della finanza dall'altra parte dell'atlantico.

Chi finanzia i 1.4 milioni di miliardi di deficit che gli Stati Uniti hanno accumulato acquistando petrolio a questi prezzi? La Cina! Ora, non so voi, io non sono un americano, voi potreste pensare che io lo sia ma in realta' sono Canadese, se io fossi americano io non mi preoccuperei tanto se la Cina decide di ricostruire la sua marina, io mi preoccuperei se la Banca del Popolo non si presenta alla prossima asta di Buoni del Tesoro Americano. Dei 2.8 milioni di miliardi di riserve monetarie estere cinesi, piu' della meta' sono in titoli del Tesoro Americano. Questo non perche' i cinesi siano dei bravi ragazzi, e' per via di un erroneo, ma pur sempre egoistico, principio economico.

La ragione per cui la Cina finanzia il suo arcinemico e' per il semplice fatto che se non lo fa lo Uan cinese finira' con lo scalzare il Dollaro Americano come moneta di riferimento e la teoria classica economica e' che le esportazioni verso il mercato americano sono essenziali per il benessere economico cinese. Ed in effetti le esportazioni verso il mercato americano sono state una parte essenziale per l'economia cinese, in un mondo con petrolio a 20$ al barile.

Ma in un mondo con petrolio a 100+$ la Cina non e' piu' il fornitore preferito del mercato americano. Il vantaggio che la Cina ha per il costo del lavoro ridotto e' piu' che cancellato dal costo dei trasporti quando l'indice di aggiustamento per il costo del combustibile, che e' la principale tariffa di aggiustamento per i trasporto oceanici, supera i 100$. E quante probabilita' di crescita ha l'economia americana con il petrolio tra i 150 ed i 200$ al barile?

Quando la Cina finalmente si rendera' conto che il mercato americano non ha la minima possibilita' di acquistare un gran che di roba, la Cina ovviamente cerchera' di uscire quietamente dal mercato dei Buoni del Tesoro Americano e quando quello succedera' i tassi di interesse ricominciano ad aumentare.

Quindi, cio' che vedremo nei prossimi 12 mesi e' che il prezzo del petrolio a 100$+ ci riportera' nello stesso posto in cui ci hanno portato la volta precedente. Stiamo per ricevere un altro shock economico prodotto da alti costi petroliferi. E questa volta sara' anche peggio perche' non c'e' un mercato di mutui a basso costo da far saltare o banche di investimento a cui dare la colpa. Questa sara' una crisi energetica pura e semplice. E di nuovo funzionera' seguendo i soliti meccanismi di aumento dell'inflazione ed aumento dei tassi di interesse.

Se volete vedere come sara' il futuro guardate in Cina ed India in questo momento. Entrambe queste economie sono economie in crescita che consumano petrolio. L'inflazione in India e' all'8%, in Cina 5.5%. La Banca Popolare cinese ha gia' aumentato i tassi di interesse 4 volte negli ultimi 6 mesi.

Un paio di anni fa' la Banca Centrale Europea, la Riserva Federale, la Banca Canadese, tutte stavano facendo la stessa cosa.

Dove ci porta tutto questo? La gente scoprira' che in un mondo dove la riserva di petrolio e' limitata e non cresce piu', almeno, il petrolio convenzionale non cresce piu', cioe' il tipo di petrolio che le nostre economie possono bruciare, l'economia non cresce piu'. Consumare petrolio diventa quello che gli economisti chiamano "un gioco a somma zero". Il che significa che quando fate benzina e riempite il serbatoio qualcun altro non puo' riempire il suo di serbatoio. E quello che funziona su piccola scala funziona anche su grande scala. Quando un paese consuma petrolio, qualche altro paese non consuma petrolio.

Consideriamo cosa significa per la Cina e gli USA. Nel 1980 la Cina consumava 2 milioni di barili al giorno. Oggi, ne consuma 9 e mezzo. Questo non e' stato un gran problema e non ha impedito nessun'altro consumo perche' l'offerta di petrolio era in crescita. Ma che succede quando l'offerta non e' piu' in grado di aumentare? Be, se il consumo della Cina continua ad aumentare tra l'8 ed il 10% all'anno raddoppiera' nei prossimi 7-10 anni da 9.5 milioni a 18~19 milioni di barili. Ma come detto, se l'offerta di petrolio non aumenta, qualcun altro dovra' ridurre il suo consumo allo stesso tempo. Ed indovinate un po' chi sara' che dovra' ridurre il suo consumo? Gli Stati Uniti e gli altri paesi dell'OECD. Tutte economie mature.

Potreste aver notato che durante l'ultima recessione il consumo di petrolio e' calato. Ma tutto il calo di consumo e' avvenuto nelle economie mature e non nelle economie in sviluppo. Questo fondamentalmente per ragioni di dinamica della domanda che adesso sono troppo complesse da guardare in dettaglio. Ma il punto e' che sono le economie in sviluppo che consumeranno il petrolio. Il piu' grosso partner economico di Saudi Aramco, la compagina petrolifera nazionale Saudita, e' la Cina, che sta' gia' acquistando il 50% del petrolio di quella nazione.

Improvvisamente, non solo e' il petrolio un gioco a somma zero, molto presto, la crescita economica diventera' un gioco a somma zero. Perche' se gli USA non possono aumentare il loro consumo di petrolio, se in effetti devono ridurre il loro consumo per accomodare l'aumento di consumo di Cina, India e Brasile, significa che l'economia americana non potra' crescere. E le altre economie dell'OECD sono nella stessa situazione. Quando cominciamo a guardare a livello globale e parliamo di "limite globale di risorse petrolifere" cominciamo a parlare di "limite globale alla crescita economica".

Non necessariamente crescita economica di tutte le nazioni allo stesso tempo, ma quando le sommiamo tutte, la crescita e' un quantitativo finito e se qualcuno cresce, qualcun altro non cresce piu'.

Che cosa comporta tutto questo? Di certo comporta dei cambiamenti nel modo in cui affrontiamo l'economia. Non importa che tipo di economista siete, potreste essere un tipo "laissez-faire" alla Milton Freeman e credere che le recessioni si auto-aggiustino per via della flessibilita' nei prezzi e nelle paghe o potreste essere un Keynesiano che crede che i mercati debbano essere aiutati da potenti stimoli monetari governativi. Ma ogni economista condivide una idea di base: strizza fuori dall'economia tutta la crescita possibile, aggiustala in modo da massimizare la crescita. Ma come ho detto prima, quale e' il punto di usare stimoli economici se tutto quello che ottieni e' un anno/un anno e mezzo di crescita e poi siamo di nuovo a confronto con un limite inamovibile?

Pensiamo a quanto piu' difficile e' l'affrontare questo tipo di problemi quando siamo oberati da enormi deficit di bilancio. I deficit hanno forse facilitato lo scontro con questi prezzi la prima volta, ma la prossima volta invece che firmare assegni da milioni di miliardi di dollari per tutte le banche "troppo grandi per fallire" e fabbricanti di auto in bancarotta il governo sara' occupato a tagliare le spese ed aumentare le tasse nel tentativo di limitare l'impatto del primo deficit.

Ed io ritorno all'inizio: non ha importanza se siete a Washington, Bruxelles o Atene. Tutti si aspettano che la crescita economica faccia la sua magia e consenta ai governi di liberarsi dei loro debiti. Bhe, spiacente, ma il mondo non cresce economicamente con questi prezzi del petrolio.

Questo ha cambiato non solo la natura con cui dovremmo gestire le nostre economie, cercando di estrarre con le pinze l'ultimo percento di crescita, ma anche molte altre cose, per esempio in Nord America abbiamo costruito la nostra economia sull'immigrazione, perche' la crescita economica richiede capitale e lavoro. I paesi sviluppati cambieranno idea sull'immigrazione quando confrontati da economie che non crescono piu'? E che dire dei paesi in via di sviluppo, dove non e' immigrazione ma crescita esplosiva della popolazione? Quali sono le implicazioni di usare petrolio per crescere cibo?

Questi sono i soggetti di altre discussioni e magari che verranno discusse in seguito, ma lasciatemi ripetere il messaggio che mi piacerebbe lasciare che e' che la precedente recessione non e' stato un esercizio di ingegneria finanziaria come molta gente sembra pensare, e' stato uno shock energetico. Uno shock energetico che e' stato diagnosticato male e per il quale e' stato prescritto un trattamento di iniezioni di denaro che peggiorera' solamente la situazione quando il prossimo shock arrivera'. Prossimo shock che sara' probabilmente nell'arco dei prossimi 12 mesi.

Se guardiamo alla base dei prezzi di petrolio, vediamo la fine della crescita economica.

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Davide Bianchi
01/05/2011 18:31

 

I commenti sono aggiunti quando e soprattutto se ho il tempo di guardarli e dopo aver eliminato le cagate, spam, tentativi di phishing et similia. Quindi non trattenete il respiro.

37 messaggi this document does not accept new posts
Anonymous coward Di Anonymous coward - postato il 01/05/2011 20:06

ok, conosciamo il problema, conosciamo quando si verifichera'... domanda: come ci salviamo il cxlo? ma sorattutto: e' salvabile? Che si fa, stimoliamo una guerra tra India e Cina (come ai "bei tempi" tra Iran e Iraq), i due si scannano a vicenda, (magari tirando deltro anche il pachistan) e con 900-1200 milioni di morti alleggeriamo la pressione sul pianeta e  guadagnamo tempo per rimettersi tutti in carreggiata? Certo, se si fanno fuori a testate nuclari la cosa diventerebbe antipatrica per tutti.... mmm... mi sa che gli USA cominceranno a breve con le armi genetiche (ci scommetto il sopracitato cxlo che le stanno sviluppando da anni) per "mantenere la supremazia del modello americano" e bla bla bla... La vedo grigia, la vedo.

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Anonymous coward


Davide Bianchi@ Anonymous coward Di Davide Bianchi - postato il 01/05/2011 20:19

come ci salviamo il cxlo? ma sorattutto: e' salvabile?




Considerando che, ai ritmi di produzione attuale (aka: assumendo crescita zero - che e' impossibile) le riserve petrolifere Saudite (che sono la maggior parte del mondo) saranno esaurite nel giro di una cinquantina d'anni in ogni caso... Io ritengo l'opzione "salvare culo" oramai persa. Avremmo dovuto pensarci una trentina di anni fa'.

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Davide Bianchi


Anonymous coward@ Davide Bianchi Di Anonymous coward - postato il 01/05/2011 20:36

 

>come ci salviamo il cxlo? ma sorattutto: e' salvabile?

Considerando che, ai ritmi di produzione attuale (aka: assumendo crescita zero - che e' impossibile) le riserve petrolifere Saudite (che sono la maggior parte del mondo) saranno esaurite nel giro di una cinquantina d'anni in ogni caso... Io ritengo l'opzione "salvare culo" oramai persa. Avremmo dovuto pensarci una trentina di anni fa'.

Quindi? vendiamo baracca e burattini, compriamo manuali di allevamento / agricoltura, un pezzo di terra e ci ritiriamo un campagna con l'orto e le galline? si puo' fare, ma per una economia di sussistenza, siamo semplicemente troppi... (a livello mondiale).

A meno che, come molti sperano ed invocano, arrivi la fatina buona della fusione nucleare/fredda/alieni benevoli... ma qui ho ancora meno speranze.

Mi sa che dovremo mollare GNU/Linux ed imparare come si innesta una vite e pota un melo...

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Anonymous coward


Davide Bianchi@ Anonymous coward Di Davide Bianchi - postato il 02/05/2011 08:23

Quindi? vendiamo baracca e burattini, compriamo manuali di allevamento / agricoltura, un pezzo di terra e ci ritiriamo un campagna con l'orto e le galline?



Questa e' un'ottima idea, se ne hai di migliori sentiamole.



dovremo mollare GNU/Linux ed imparare come si innesta una vite e pota un melo...



Non dimenticarti gli spinaci ed i pomodori.

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Davide Bianchi


Anonymous coward@ Davide Bianchi Di Anonymous coward - postato il 02/05/2011 20:37

 

>>Quindi? vendiamo baracca e burattini, compriamo manuali di allevamento

>>/ agricoltura, un pezzo di terra e ci ritiriamo un campagna con l'orto e le >>galline?

>Questa e' un'ottima idea, se ne hai di migliori sentiamole.

e'  talente buona che la terra l'ho gia' comprata.

>>dovremo mollare GNU/Linux ed imparare come si innesta una vite e pota un >>melo...

>Non dimenticarti gli spinaci ed i pomodori.

gia', dimenticavo. Sai che diceva papa'? "la terra e' bassa", per indicare che lavorarla e' fatica. Temo che lo scopriro' troppo presto....

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Anonymous coward


Lex Di Lex - postato il 02/05/2011 09:26

Consiglio caldamente la lettura di un libro la cui descrizione è qui: http://en.wikipedia.org/wiki/The_Long_Emergency. Non voglio fare pubblicità, è solo che è l'unico testo, di cui sono a conoscenza, che ha descritto per tempo molte delle cose che stanno accadendo al giorno d'oggi. Naturalmente ho trovato dei concetti rispetto ai quali dissento fortemente, tuttavia sono illustrati alcuni spunti su come riorganizzare le società e soprattutto gli spazi per instaurare una sorta di modus vivendi che ci consenta di affrontare la lunga emergenza che ci aspetta.

Comunque vada, credo che sarà doloroso.

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Lex


Davide Bianchi@ Lex Di Davide Bianchi - postato il 02/05/2011 10:03

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Long_Emergency



Gia' letto, non male ma e' un po' troppo USA-centrico secondo me. La situazione in europa e' molto diversa.


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Davide Bianchi


Lex@ Davide Bianchi Di Lex - postato il 02/05/2011 16:54

 

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Long_Emergency

Gia' letto, non male ma e' un po' troppo USA-centrico secondo me. La situazione in europa e' molto diversa.

 

Anche qui, sempre per non fare pubblicità, trattasi solo di un mio modesto parere, ti consiglio anche questa lettura: http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il_girone_delle_polveri.php

Dei 4 giganteschi problemi che le società umane dovranno affrontare (ambientali, energetici, economici, demografici) il tema trattato è quello ambientale, in particolare l'argomento "nanopatologie". Il testo è puramente divulgativo.

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Lex


Sandman Di Sandman - postato il 02/05/2011 11:29

Lasciando stare il solito discorso del fatto che, magari, sarebbe ora che ci si rendesse conto che l'Italia possiede, per la sua posizione geografica, sole, maree, vento e geotermico e che sarebbe ora di usarli e, soprattutto, usarli bene (e magari cambiare abitudini ?).

Se è vero che esiste e dresce sempre di più si sviluppa l'accaparramento delle acque potabili da parte delle multinazionali, come lo innaffieremo il nostro povero appezzamento di terra ? O meglio, a quale prezzo ?

 

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Sandman


Davide Bianchi@ Sandman Di Davide Bianchi - postato il 02/05/2011 12:05

Se è vero che esiste e dresce sempre di più si sviluppa l'accaparramento delle acque potabili da parte delle multinazionali, come lo innaffieremo il nostro povero appezzamento di terra ? O meglio, a quale prezzo ?




Ottima domanda, c'era una tizia (inglese se ricordo bene) alla conferenza che tirava fuori l'argomento ad ogni occasione. Io non ho una risposta. Posso ipotizzare che ad un certo punto ci sara' semplicemente una rivolta popolare e le multinazionali saranno semplicemente scaraventate fuori dalla porta.



Consiglio a tutti la visione di questo (tutti i pezzi, non solo la prentazione):
http://www.youtube.com/watch?v=Ikb4WG8UJRw

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Davide Bianchi


Luca Piccoli@ Davide Bianchi Di Luca Piccoli - postato il 03/05/2011 07:26

 

Se è vero che esiste e dresce sempre di più si sviluppa l'accaparramento delle acque potabili da parte delle multinazionali, come lo innaffieremo il nostro povero appezzamento di terra ? O meglio, a quale prezzo ?

Ottima domanda, c'era una tizia (inglese se ricordo bene) alla conferenza che tirava fuori l'argomento ad ogni occasione. Io non ho una risposta. Posso ipotizzare che ad un certo punto ci sara' semplicemente una rivolta popolare e le multinazionali saranno semplicemente scaraventate fuori dalla porta.

Consiglio a tutti la visione di questo (tutti i pezzi, non solo la prentazione): http://www.youtube.com/watch?v=Ikb4WG8UJRw

Penso sia completamente slegato dal discorso in questione...ma almeno sono sicuro che Davide Bianchi lo leggerà, e visto che almeno una persona leggerà quello che scrivo penso sia giusto scriverlo.

Dopo aver guardato il suddetto video, come sempre alla fine di un video su youtube esce fuori una lista di video che sono in qualche modo collegati a quello appena visto, e tra quelli c'era questo: http://www.youtube.com/watch?v=TQmz6Rbpnu0&NR , bè, consiglio a tutti di guardarlo, perchè è impressionante, io non capisco del tutto l'inglese parlato, ma quello che ho capito mi ha lasciato senza parole.

La cosa che più mi ha stupito è che tutti i presenti, alla fine di quello che a mio parere è stato metaforicamente un grande v*ff*nc*lo e uno schiaffo in faccia da manuale, hanno anche applaudito, un'applauso molto ipocrita a mio parere, in quanto è come dire: "sì hai ragione e ne siamo consapevoli, ma non ce ne importa nulla"..

Il video è del 1992, e se forse a quel tempo ( io avevo 2 anni) si fosse cominciato a fare qualcosa per migliorare il pianeta, di sicuro ci si sarebbe accorti che c'erano problemi energetici...e forse con 19 anni in più di tempo non dico che avremmo risolto i problemi, ma qualcosa di meglio di come siamo messi al momento forse sarebbe venuto fuori (con questo intendo impegnarsi seriamente a livello di stato, o anche globalmente nella ricerca di alternative ai combustibili fossili e non solo per cose riguardanti l'energia, ma anche alle relazioni internazionali, ecc.)...

Rileggendo questa frase ci sono troppi forse, e si guarda troppo al passato..

il passato non si può cambiare, ma ci si può impegnare nel presente perchè nel futuro ci sia qualcosa di meglio

in un altro commento di "Anonymous physicist" tale persona (non so se uomo o donna) dice che anche i ricercatori dell'ITER che studiano il problema della fusione controllata non credono che il progetto possa avere buon fine...ebbene, anche questa è una cosa che mi rattrista sentire, perchè so per esperienza personale che una cosa in cui non ci si crede, non si riuscirà mai a portare a termine..

Mi sa che allora sarà meglio andare tutti nei paesi nominati da Jeff Rubin, Brasile, India e Cina, in modo da evitare per noi stessi una parte della brutta recessione che si affaccia alle nostre porte, e darsi da fare per migliorare qualcosa, e quando si hanno dei risultati, tentare di applicarli il più vastamente possibile...perchè se pensiamo in termini di consumi energetici di una casa, un lampadina a risparmio energetico su una media diciamo di 40 lampadine che si trovano in una casa (a casa mia ce ne sono 36 ed è solo un bicamere, ovviamente chi ha un monolocale ha meno lampadine e chi ha una villa ha più lampadine) non fa molta differenza, ma se tutte le lampadine sono a risparmio energetico, qualcosa si risparmia sulla bolletta.

Assumendo ciò, penso che lo stesso valga in termini più ampi, come ad esempio per le energie rinnovabili.

PS: scusate ho la tendenza a scrivere molto per speigare come la penso senza che sia possibile fraintendermi, anche se non sempre ci riesco...

magari diventando più vecchio riuscirò a diventare più conciso e breve nel scrivere, ma ne dubitosmiley

--
Luca Piccoli


Ferdinando Simonetti@ Sandman Di Ferdinando Simonetti - postato il 02/05/2011 13:51

> Lasciando stare il solito discorso del fatto che, magari, sarebbe ora che ci si rendesse conto che l'Italia possiede, per la sua posizione geografica, sole, maree, vento e geotermico e che sarebbe ora di usarli e, soprattutto, usarli bene (e magari cambiare abitudini ?).

A parte la produzione energetica... prova a costruire un bypass coronarico fatto di sole, o produrre un collante industriale con una bella raffica di vento, oppure ancora rivestire cavi elettrici con gas naturale.

 I derivati del petrolio non servono solo a produrre energia...

--
Ferdinando Simonetti


Anonymous coward@ Ferdinando Simonetti Di Anonymous coward - postato il 02/05/2011 20:40

 

>> Lasciando stare il solito discorso del fatto che, magari, sarebbe ora che ci si rendesse conto che l'Italia possiede, per la sua posizione geografica, sole, maree, vento e geotermico e che sarebbe ora di usarli e, soprattutto, usarli bene (e magari cambiare abitudini ?).

>A parte la produzione energetica... prova a costruire un bypass coronarico fatto di sole,

si muore, semplice.

>o produrre un collante industriale con una bella raffica di vento,

rivetti

>oppure ancora rivestire cavi elettrici con gas naturale.

lampade ad olio e candele di grasso amimale (puzzano da fare schifo).

 

 ragazzi, vvRagazzimbenvenuti nel 3zo millennio e ben tornati nel medioevo...

 

 

--
Anonymous coward


Anonymous physicist Di Anonymous physicist - postato il 02/05/2011 13:35

Visto che ho contatti con alcune persone che lavorano direttamente ad ITER (il progetto di fusione controllata in corso di realizzazione a Cadarache), vi volevo semplicemente riportare che nessuno di loro crede che tale progetto potrà mai dare un risultato, e sicuramente non prima del 2050 (data tirata a caso solo perché lontana nel futuro).

Immagino che chiunque abbia convinto il responsabile europeo dei mirabolanti prossimi risultati di ITER sia in pesante malafede.

--
Anonymous physicist


Anonymous coward Di Anonymous coward - postato il 02/05/2011 21:36

Crisi energetica?

Quando spunta la parola "Energia Nucleare"?

--
Anonymous coward


Davide Bianchi@ Anonymous coward Di Davide Bianchi - postato il 03/05/2011 08:08

Quando spunta la parola "Energia Nucleare"?


L'hai appena detta...

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Davide Bianchi


Sandman Di Sandman - postato il 03/05/2011 11:51

>I derivati del petrolio non servono solo a produrre energia...

Ottima osservazione, se il petrolio fosse utilizzato per i soli scopi nobili da te indicati e buona parte della produzione energetica derivasse da altre fonti credo la situazione migliorerebbe.

Dimenticavo, Scilla e Cariddi penso sarebbero ben felici di muovere delle idroturbine tutto il santo giorno piuttosto di generare univocamente correnti marine insidiose e magari il biogas delle discariche tornerebbe utile pure lui anzichè bruciarlo in torcia come spesso si fa...

--
Sandman


Anonymous coward@ Sandman Di Anonymous coward - postato il 03/05/2011 14:15

 

>>I derivati del petrolio non servono solo a produrre energia...

>Ottima osservazione, se il petrolio fosse utilizzato per i soli scopi nobili da te indicati e buona parte della produzione energetica derivasse da altre fonti credo la situazione migliorerebbe.

>Dimenticavo, Scilla e Cariddi penso sarebbero ben felici di muovere delle idroturbine tutto il santo giorno piuttosto di generare univocamente correnti marine insidiose e magari il biogas delle discariche tornerebbe utile pure lui anzichè bruciarlo in torcia come spesso si fa...

La quasi totalità del petrolio è a scopo energia e carburanti/combustibili.

Conversione dei motori a elettrici, TANTO nucleare in giro, TANTA ricerca per avere reattori di IV gen a u235 o th232 prima che finisca l'u-238 (Vale a dire, decuplicando le centrali nucleari in 10 anni, e portando il prezzo a 300$/kg, qualcosa sui 40 anni.)

Io altre vie di scampo non le vedo.

--
Anonymous coward


Alessio depalo Di Alessio depalo - postato il 05/05/2011 06:32

ottimo reportage, io sposterei il problema non sul petrolio ma sull'acqua, è quello il reale problema del mondo nei prossimi 50 anni....senza petrolio possiamo vivere tranquillamente ma senza acqua?...

quello che va dicendo in questa conferenza è una marea di mega super cappellatte.....il deserto da abbastanza energia per l'europa il mondo intero grazie al solare termico.....

il fotovoltaico lasciamolo stare.....

il vero problema dei prossimi 30 anni sarà l'acqua.....

--
Alessio depalo


Davide Bianchi@ Alessio depalo Di Davide Bianchi - postato il 05/05/2011 08:20

il deserto da abbastanza energia per l'europa il mondo intero grazie al solare termico.


Assumendo che tu voglia mettere tutta la produzione di energia in un posto che e' a 3000 Km di distanza (minimo) e non sotto il tuo controllo, cosi' quando un Gheddaffi qualunque decide di spegnere l'interruttore spegne l'intero pianeta.


--
Davide Bianchi


alessio depalo@ Davide Bianchi Di alessio depalo - postato il 05/05/2011 09:23

 

il deserto da abbastanza energia per l'europa il mondo intero grazie al solare termico.

Assumendo che tu voglia mettere tutta la produzione di energia in un posto che e' a 3000 Km di distanza (minimo) e non sotto il tuo controllo, cosi' quando un Gheddaffi qualunque decide di spegnere l'interruttore spegne l'intero pianeta.

neppure i giacimenti di petrolio sono in nostro controllo e spesso sono in territori comandati dal geddafi di turno.....per questo ci saranno la guerre....e io comincerei a prepararmi.....

 

--
alessio depalo


Davide Bianchi@ alessio depalo Di Davide Bianchi - postato il 05/05/2011 14:57

neppure i giacimenti di petrolio sono in nostro controllo


E' per quello che esistono le cosidette riserve strategiche che non sono eterne ma ti consentono di andare avanti per diversi giorni (o settimane) prima di arrivare al fondo. Nel caso della corrente elettrica, non ci sono riserve strategiche ne' possono essere costruite.



Anonymous coward@ Davide Bianchi Di Anonymous coward - postato il 05/05/2011 10:14

 

il deserto da abbastanza energia per l'europa il mondo intero grazie al solare termico.

Assumendo che tu voglia mettere tutta la produzione di energia in un posto che e' a 3000 Km di distanza (minimo) e non sotto il tuo controllo, cosi' quando un Gheddaffi qualunque decide di spegnere l'interruttore spegne l'intero pianeta.

 

hce potrebbe non essere del tutto una cattiva idea però, qualche mese fa ho finito un romanzo (di fantascienza) dove si ipotizzava che "qualcuno" fornisse al genere umano degli schemi/progetti per cotruire enormi pannelli fotovoltaici nello spazio che inviavano a terra l'energia...(una sorta di grosso specchio che trametteva via microonda/laser)

nel libro però si ipotizzava anche che un enorme quantità di energia, ditribuita equamente sul pianeta avrebbe portato la fine di molte guerre e litigi (in effetti iraq, golfo e quant'altro mi risultano collegate sempre a miniere/pozzi/energia/gas) e la possibilità di crearsi un governo planetario dove ognuno fosse libero di vivere in pace....

ok l'ho detto, era un romanzo di fantascienza ma qualche idea mi è sembrata degna d'esser stata pensata e scritta

--
Anonymous coward


Davide Bianchi@ Anonymous coward Di Davide Bianchi - postato il 05/05/2011 14:58

ok l'ho detto, era un romanzo di fantascienza ma qualche idea mi è sembrata degna d'esser stata pensata e scritta


Cioe' aspettiamo che arrivino gli alieni?

--
Davide Bianchi


alessio depalo Di alessio depalo - postato il 05/05/2011 06:35

mi ero scordato http://www.youtube.com/watch?v=VG0asFfmO-Y

--
alessio depalo


Sandman Di Sandman - postato il 05/05/2011 09:27

>il deserto da abbastanza energia per l'europa il mondo intero grazie al solare >termico.

>Assumendo che tu voglia mettere tutta la produzione di energia in un posto che e' a 3000 Km di distanza (minimo) e non sotto il tuo controllo, cosi' quando un Gheddaffi qualunque decide di spegnere l'interruttore spegne l'intero pianeta.

E' proprio evidente che la politica e le questioni energetiche sono fin troppo collusi. E' talmente ovvio che sarebbe il compito dell'ONU garantire che tutto il mondo potesse approvvigionarsi di energia a prezzo accettabile che, paradossalmente, diventa un'utopia tale risultato a causa dei singoli interessi deivari stati/superpotenze. E' un assurdo pensare ad una centrale di questo tipo difesa 24/24 da un contingente ONU pronto a tener testa a qualsiasi dittatore perchè si tratterebbe di un progetto caratterizzato da eccesso di buon senso che certamente qualcuno di potente non vuole si realizzi.

--
Sandman


Davide Bianchi@ Sandman Di Davide Bianchi - postato il 05/05/2011 15:02

E' talmente ovvio che sarebbe il compito dell'ONU garantire che tutto il mondo potesse approvvigionarsi di energia a prezzo accettabile


Definisci "prezzo accettabile"...


E' un assurdo pensare ad una centrale di questo tipo difesa 24/24 da un contingente ONU pronto a tener testa a qualsiasi dittatore


Pensaci un attimino: hai una centrale nel mezzo del deserto da cui partono tanti tanti tanti (ma proprio tanti eh) cavi lunghi lunghi lunghi (ma proprio lunghi eh)... e tu pensi veramente che qualcuno, chiunque sia in grado di "difendere" tutta l'infrastruttura? qualunque idiota con una mazza potrebbe mettere fuori uso una parte qualsiasi della struttura a giorni alterni riducendo l'intera cosa a livelli inutili, il motivo per cui le centrali di produzione si vogliono avere sotto un controllo -relativo- e' proprio per sicurezza.

--
Davide Bianchi


Anonymous coward (joe) Di Anonymous coward (joe) - postato il 05/05/2011 12:15

Ciao,

mi permetto di intervenire. Secondo me una delle soluzioni possibili, difficile da applicare e poco citata è una riduzione dei consumi. Non intendo l'assurdo cambio delle lampadine o il solare così come viene applicato ora. E non intendo neanche un ritorno al medioevo, paventato da molti. Vediamo di capirci: se andiamo avanti così, arriveremo veramente al medioevo, quindi perchè non anticipare, per una volta, la soluzione cominciando a ridurre veramente i consumi? Se fatto in maniera intelligente, potrebbe essere una soluzione. Ridurre i consumi probabilmente significherebbe limitarsi un po' negli acquisti folli (ragazzi, un telefonino con un processore da 1ghz con una vita stimata di 4/6 mesi è veramente un'assurdità), e già potremmo vederne i risultati.

Come applicare queste belle parole? Che impatto nel mondo, nella società, nei sistemi produttivi? Devastanti, indubbiamente. Ma visto che pare sia comunque ineluttibile, forse potrebbe essere buono anticipare... O cominciare a farlo.

Per ultimo, cito una mia convinzione (illuso che son): abbiamo un combustibile disponibile facilmente, con un discreto rendimento. Il carbone. Da quel che so, lo sviluppo e lo studio di impianti e sistemi per migliorare rendimenti riducendo emissioni etc è fermo da 70 anni. Forse potrebbe essere una soluzione... anche questa.

 

Tutto ovviamente IMHO!

Grazie e saluti

Joe

--
Anonymous coward (joe)


Sandman Di Sandman - postato il 06/05/2011 09:30

>E' talmente ovvio che sarebbe il compito dell'ONU garantire che tutto il mondo >potesse approvvigionarsi di energia a prezzo accettabile

>Definisci "prezzo accettabile"...

>E' un assurdo pensare ad una centrale di questo tipo difesa 24/24 da un >contingente ONU pronto a tener testa a qualsiasi dittatore

>Pensaci un attimino: hai una centrale nel mezzo del deserto da cui partono tanti tanti >tanti (ma proprio tanti eh) cavi lunghi lunghi lunghi (ma proprio lunghi eh)... e tu pensi >veramente che qualcuno, chiunque sia in grado di "difendere" tutta l'infrastruttura? >qualunque idiota con una mazza potrebbe mettere fuori uso una parte qualsiasi della >struttura a giorni alterni riducendo l'intera cosa a livelli inutili, il motivo per cui le centrali >di produzione si vogliono avere sotto un controllo -relativo- e' proprio per sicurezza.

 

Per prezzo intendo la manutenzione e la sorveglianza. Essi vanno suddivisi per tutti i beneficiari, più siamo e meno costa, in soldoni. L'optimum sarebbe poi fare la divisione in base alla ricchezza dello stato e dei suoi consumi, etc., insomma una sorta di contributo al funzionamento, ognuno in base alle proprie possibilità. Altra questione, non è che oltre alla, "sicurezza" c'è chi non vuole per niente al mondo che una zona così disgraziata come il deserto diventi una ricchezza tale da stravolgere il benessere portandolo a livello stellare dove prima si moriva come le mosche ?

La questione centrale/cavi. Se le superpotenze diventano matte per difendere gli oleodotti/gasdotti e fanno guerra in 5 minuti per accaparrarsi un giacimento in più, potrebbero (notare il condizionale) usare le loro risorse anche per questioni più nobili di interesse ed utilità comune. Caspita, a me non pare cosa da poco, risolvere o contribuire pesantemente alla soluzione dell'energia mondiale. Dite che ci sono problemi più semplici e a nessuno frega nulla ? Sarebbe ora di cambiare, no ?

Il concetto implicito, comunque, è che questo si potrebbe cercare di fare solo con una mentalità globale molto diversa da quella attuale. In sostanza, quindi, sono pienamente allineato con te sul fatto che, al solito, non si fà e non penso si farà una cosa del genere, nemmeno quando l'acqua (per non scrivere altro) arriverà alla gola.

--
Sandman


Anonymous coward@ Sandman Di Anonymous coward - postato il 16/05/2011 14:41

Ma... credi che l'energia venga prodotta in loco per hobby? Sulle linee lunghe l'energia si disperde. Se vuoi fare tronconi suboceeanici peggio mi sento. Per alimentare il giappone con energia dal sahara servirebbe chissà quanta energia (Mi ricordo che la dispersione sahara->londra era 75%...)



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Anonymous coward

Matteo Di Matteo - postato il 09/05/2011 12:20

Che ne pensi di un oggetto del genere? il "famoso" e-Cat di Rossi e Focardi

http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166552.ece

Promettono una specie di fusione fredda tra nichel e idrogeno, il tutto senza scorie radioattive etc etc.. sembra bellissimo, anche se è tutto circondato da un'alone di mistero, anche se dopo i test fatti all'esterno da una università svedese.. forse forse inizio a crederci..

(altre info su http://22passi.blogspot.com/)

--
Matteo


Davide Bianchi@ Matteo Di Davide Bianchi - postato il 09/05/2011 13:05

Che ne pensi di un oggetto del genere? il "famoso" e-Cat di Rossi e Focardi

http://www.nyteknik.se/nyheter/energi_miljo/energi/article3166552.ece

Penso che non sono un fisico nucleare e non ho dati per dare una benche' minima opinione. E come diceva il mio babbo: quello che suona troppo bello per essere vero, spesso NON E' vero.

--
Davide Bianchi


Mister anonymous coward Di Mister anonymous coward - postato il 10/05/2011 16:45

Ciao Davide,

avresti una serie di letture a riguardo da suggerirmi (ovviamente in Inglese, immagino che in Italiano non si trovi nulla).

Grazie,

G.

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Mister anonymous coward


Davide Bianchi@ Mister anonymous coward Di Davide Bianchi - postato il 10/05/2011 21:02

avresti una serie di letture a riguardo da suggerirmi

Io no, ma Google sicuramente si'

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Davide Bianchi


Anonymous coward Di Anonymous coward - postato il 11/05/2011 00:43

la traduzione è tua? se si, grazie mille :\)

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Anonymous coward


Emilio Desalvo Di Emilio Desalvo - postato il 22/05/2011 10:47

Che ne pensi di un oggetto del genere? il "famoso" e-Cat di Rossi e Focardi

Promettono una specie di fusione fredda tra nichel e idrogeno, il tutto senza scorie radioattive etc etc.. sembra bellissimo, anche se è tutto circondato da un'alone di mistero, anche se dopo i test fatti all'esterno da una università svedese.. forse forse inizio a crederci..

Alone di mistero = funziona solo per l'Imperatore di Germania, Kaiser per gli amici.

Secondo me si sta avvicinando il momento in cui gli antinuclearisti verranno picchiati per strada e mandati a lavorare nelle miniere di uranio.

L'alternativa e' che fra trent'anni l'Europa sara' divisa fra i pochi che si possono permettere di tenere il frigornifero acceso, e tutto il resto dei servi della gleba.

--
Emilio Desalvo


Stéphane Di Stéphane - postato il 10/07/2011 21:35

Ho letto i vari commenti ed alcune "soluzioni" proposte sono francamente molto discutibili:

 - Sostituire il petrolio con energia nucleare: a parte che vorrei vedere come si fa a far andare tutti i mezzi meccanici che vanno a petrolio con l'uso di batterie, ad esempio i trattori. Ma ancora più discutibile è la scelta di sostituire un combustibile in esaurimento con un'altro che è ancor di più in esaurimento... Senza contare che voglio vedere come si costruisce una centrale nucleare senza petrolio, per non parlare della gestione di eventuali disastri...

 - Costruire mega-impianti fotovoltaici nel deserto: il modello centralizzato di energia ha portato a tutti i problemi di inefficienza e di spreco che abbiammo attualmente, costruire qualcosa di ancora più grande per sprecare ancora di più energia mi pare poco furbo...

 - Sostituire il petrolio con il carbone: il carbone non è infinito nemmeno lui, anzi... http://www.youtube.com/watch?v=F-QA2rkpBSY

Quello che molti non hanno capito è che il problema qui è il modello economico di riferimento, che poi è il punto cruciale di questo intervento di Rubin: non si può pensare di continuare a basare le economie degli stati sulla crescita infinita ed il consumo delle risorse, ma bisogna trovare un altro modo di vivere, perché la crescita non è possibile in un mondo con il prezzo del petrolio a tre cife. Quello che Rubin sta dicendo, ed ha perfettamente ragione secondo me, è che siamo arrivati al limite massimo di espansione dell'economia mondiale, e da qui possiamo solo calare.

Quindi quel che va capito è che il problema non è tecnologico! L'unico modo per uscirne vivi è di accettare il fatto che bisogna cambiare modello di vita, operazione che alcuni chiamano Decrescita Felice. Ad alcuni può sembrare medioevo, fatto sta che o si cambia, o si muore....

--
Stéphane


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